Trecce di filo spinato
Silvia De Angelis
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Surrogato
d’una remota elusione
il corpo femmineo s’abbandona
su trecce di filo spinato.
Lascia scivolare
logore membra
su passionale dominio
subendo capovolti soprusi
e spigolosi bagliori controluce.
Su carezze d’uniti palmi
si schiudono negri fiori
invisibili nella notte del precipizio
quando il demone trafelato
scavalca il senno
mordendo la corolla d’amore.
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L'autore
Silvia De Angelis
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