Senza titolo
Ti conobbi in quel dì e son d’un tratto risorto
che sino a quell’ora vivevo a trascinar le carni
O Giulia, dello sguardo mio ti se’ fatta ladra
A lanciarmi di strega un incanto
che schiavo già ero d’una regina
D’un viso i tratti gentili a delizia per molti
Cerbiatti l’occhi e pregni di vita
Ramata e lunga chioma s’abbrilla di luce
Labbra educate di sorrisi ammiccanti
Con seta la pelle di mani ti vesti
E di miele parole sicura pronunzi
che a udirne il suono bocca dolce mi sento
Il marmo più pregio s’è scelto per farti
a Venere l’invidia tanto par divina
D’eleganza imbevute son le tue movenze
sinuosi gesti come a incantar serpenti
Tratti, discuti d’ogni cosa do’ sguardo posi
che del cuor per infiniti amori ne fai dimora
Gioioso l’animo come fanciulla, tu possiedi
Caldi, arditi pensieri scateni alle menti
Questo ed altro ancor
sei tu, Giulia
E quel dì, a scoprirti
altro non volli che farti mia
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