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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giacomo Scimonelli
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Dialettali 30 luglio 2021 · lettura 2 min · 1112 letture

L’emigranti (L’emigrante)

Giacomo Scimonelli 518 poesie pubblicate
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Pigghia ‘a manu pigghiala e tenila forti. U senti lu ciauro? E lu ciauru ru travagghiu... Jornu e notti iettannu surùri picca manciari e assai curaggiu cu la famigghia luntanu e cu lu disiu forti ri turnari. Ma a lu paisi c’era a fami terri sicchi, vacanti comu antichi quartari pì nun parrari di li pulitici ‘nfami e di parrini cu lu cori picciulu e fauso e nun ristava ca pàrtiri... pàrtiri pi lu cuntinenti... Girmania, Francia, Italia paisi ricchi cu cristiani facultusi bravi cu i libbri e furtunati assai e ri certu, propriu iddi, nun putivano cummattiri cu travagghi pisanti. Certi travagghi tuccavanu ad autri... a chiddi chi già canuscivanu a fami e nun s’affruntavanu ri chianciri. E accussì, chiamarunu l’imigranti... genti nun sulu sfurtunati ma troppu boni, cu li mani chini ri caddi e cu l’occhi ‘ntuppati ’ntuppati ma tingiuti ri spiranza... a spiranza ca sazzìa e ca stocca l’ossa a spiranza c’addiventa malincunia e appoi, cu lu tempo, t’abbannuna t’abbannuna p’addivintari sulu puisia. " L’emigrante " Prendi la mano prendila e tienila forte. Lo senti l’odore? è l’odore del lavoro... Giorno e notte buttando sudore poco mangiare e tanto coraggio con la famiglia lontano e con il desiderio forte di tornare. Ma al paese c’era la fame terre secche, vuote come antiche giare per non parlare dei politici infami e di preti con il cuore piccolo e falso e non restava che partire... partire per il continente... Germania, Francia, Italia paesi ricchi con persone facoltose brave a studiare e molto più fortunate e di certo, proprio loro, non potevano badare ai lavori pesanti. Alcuni lavori toccavano ad altri... a quelli che già conoscevano la fame e non si vergognavano di piangere. E così, chiamarono gli emigranti... gente non solo sfortunata ma troppo buona, con le mani piene di calli e con gli occhi chiusi chiusi ma colorati di speranza... la speranza che sazia e che piega le ossa la speranza che diventa malinconia e poi, con il tempo, ti abbandona ti abbandona per diventare solo poesia.
#Lavoro#Famiglia#Vita#Nostalgia#Destino
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

In passato molti siciliani hanno lasciato la propria terra per mancanza di lavoro; alcuni sono ritornati, mentre moltissimi non hanno potuto realizzare il loro sogno. Ma il legame con la propria terra non si potrà mai cancellare... E oggi sono i giovani che abbandonano la Sicilia... Chi vuole avere un futuro più roseo, vista la pessima situazione al sud Italia,è costretto ad andare via. Semplici pensieri dedicati ai Siciliani, e a tutti gli Italiani, che nel secolo scorso hanno lasciato la Sicilia e l’Italia. Nel video, un grande Gilberto Idonea che recita due poesie di Ignazio Buttitta.

L'autore
Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz

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Il mondo è andato sempre così ... (Antonio Terracciano)

Purtroppo sì... e non cambierà mai... (Giacomo Scimonelli)

Lirica bellissima e profondissima! (Michelangelo La Rocca)

Versi molto profondi e commoventi. Complimenti! (Antonietta Angela Bianco)

Versi belli, profondi e commoventi. (Sara Acireale)

Versi di una grande verità, purtroppo (Anna Rossi)

Complimenti è bellissima Giacomo (Giuseppe Mauro Maschiella)

Sempre bello leggerti, Giacomo, cari saluti (Silvia De Angelis)

che dire Giacomo sempre un piacere S bellissima (carla composto)

Commenti (9)

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Michelangelo La Rocca30 luglio 2021

Versi bellissimi che il dialetto siciliano con la sua musicalità rende ancora più belli e piacevoli alla lettura. Il tema affrontato dal poeta è quello dell’emigrazione che negli anni sessanta ha visto noi siciliani in prima fila. Nati in realtà molto povere siamo stato costretti a emigrare nel nord Italia, in altri paesi europei o anche in altri continenti. Ora l’emigrazione ha assunto toni più drammatici e i poveri emigrati si imbattono i fili spinati e muri alzati dal cinismo degli europei. Noi italiani, anche se non tutti, siamo rimasti accoglienti perché conosciamo l’amaro sapore dell’emigrazione e non possiamo di certo scordarlo. Complimenti al poeta che affronta problemi così complessi in profondità.

Il tema dell’emigrazione... Sempre attuale, si parte con la speranza di rientrare. Piegati a svolgere i lavori più umili; ben presto la speranza ti abbandona per dar luogo alla rassegnazione. "Occhi chiusi, colorati di speranza", che bello Giacomo! Riesci sempre a farmi sognare e meditare. Te ne sono grata.

Sara Acireale30 luglio 2021

Molti siciliani hanno lasciato la nostra bella isola per emigrare, cercare di creare un futuro altrove, anche i miei fratelli sono emigrati. Adesso i giovani emigrano ancora: hanno un diploma (anche una laurea) ma non trovano lavoro. La storia si ripete in Sicilia... politici e malaffare hanno creato un sistema perverso e non è finita la piaga delle raccomandazioni. Come scrive il Poeta La Rocca oggi il tema dell’emigrazione è diventato molto drammatico: molte persone partono da paesi in guerra, affrontano viaggi nel deserto e poi la traversata in mare (che molte volte si rivela fatale). Cercano un futuro migliore, hanno negli occhi la speranza e invece la loro vita viene stroncata. Versi che fanno riflettere molto.

Franca Merighi30 luglio 2021

Ho conosciuto personalmente l’emigrazione, verso il paese più ricco di America Latina. e sono stati gli emigranti, mio padre tra essi, a far fiorire quel bellissimo paese. Siamo tornati in Italia molti anni fa, ma il mio cuore è rimasto là, in quel Paradiso Tropicale che ora è diventato l’inferno in terra! Bellissima poesia, che mi ha commossa...

Anna Rossi31 luglio 2021

Conosco bene il tema dell’emigrazione in quanto anch’io con la mia famiglia siamo stati “emigranti” non all’estero ma nella nostra bella Italia e vi posso dire che negli anni 70 venivamo sempre visti come persone non degne di considerazioni. Si doveva faticare molto prima di essere accettati…Bravo il poeta che ha composto una bellissima poesia su un tema così difficile

A
Antonio Terracciano31 luglio 2021

In un suo libriccino, Andrea Camilleri si divertì a elencare, in base ai cognomi, le remote e variegate provenienze delle famiglie del suo paesino siciliano (la sua famiglia era, mi pare, di origine araba) . Ecco, la Sicilia, che a lungo nel passato fu un’ambita meta di immigrazione, a causa delle sue ricchezze, dei suoi tesori, si è da tempo trasformata, come ci conferma il poeta, in un luogo di emigrazione (e questo ha pure i suoi vantaggi, perché fa conoscere mondi nuovi e fa evolvere le mentalità) .

Tutti noi discendiamo da immigrati. Agli inizi del 900 27 milioni di italiani migrarono per la fame in altri paesi e continenti. Dopo la guerra quante furone le persone e famiglie che dal sud migrarono nelle richhe città industriali del nord? Oggi i loro nipoti forse sono nelle file razziste della destra, ignorando che IN FONDO SIAMO TUTTI MIGRANTI. Che bella questa tua poesia scritta con il cuore Giacomo! Quanta verità nei tuoi bellissimi versi! Un abbraccio e un elogio di cuore!

Silvia De Angelis2 agosto 2021

Un vernacolo intenso, e sapiente, che affronta il problema dell’emigrazione, cui sono costretti molti abitanti dell’Italia del sud, che non offre prospettive di buona vita per sè e i propri figli... Poesia apprezzata

carla composto3 agosto 2021

Un problema forte affrontato con il cuore in un meraviglioso dialetto L’emigrazione lasciare la propria terra per cercare lavoro... un lavoro che non tutti vogliono fare un lavoro che aspetta chi non ha raccomandazioni chi ha un disperato bisogno di trovare un impiego ...la loro forza anche nei lavori più umili a volte li ha portati ad accellere ad essere condiderati e ricercati Bellissima poesia che tocca il cuore