Filosofia del filo
Strapparsi di dosso
invisibili fili
sottili e tenaci,
non è cosa facile
per chi ha due sole mani.
Ci provi,
ti sleghi,
ma poi
un altro filo
ti avvolge, ti tiene.
Sgomento
riprovi,
ti par di riuscire,
ma poi
un perfido filo
ti cade addosso
e ti preme.
Sconfitto,
affranto,
al cielo lo sguardo rivolgi,
chiedendo ad un dio
che dall'inghippo
ti levi.
Ma egli,
ha ben altro da fare,
che un povero cristo
da un filo liberare.
Ed anzi ti guarda,
tra stupore e compiacimento,
e un altro filo ti manda
per il tuo divertimento.
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L'autore
primaverello
tra varie amenità sconcertanti la vita ogni tanto ti presenta il conto...ti guardi nelle tasche....cerchi....e ti accorgi,tra stupore e sbigottimento,ti avere delle vecchie lire...ricordi?....non valgon più nulla......
Commenti (1)
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M
Marina Como21 gennaio 2008
Una simpatica metafora sul filo dei pensieri, scorrevolmente si lascia leggere sino alla chiusa. Che vita è senza qualche problema da risolvere? E... Dio ci accontenta! Una bella riflessione che il poeta ci porge con una punta di ironia, c'è sempre qualcuno che stà peggio... forse non è il caso che Dio si scomodi per noi, che d'altronde sembriamo cavarcela anche da soli!