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Riflessioni 22 ottobre 2021 · lettura 3 min · 11 letture

Halley

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Lorenzo Moffa 2 poesie pubblicate
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Le stelle si riuniscono intorno a quella collina, di Notte Io le guardo da questa nuvola quassù... Attendo. Lei non c’è quasi mai. Gira l’Universo in lungo e in largo, a regalare anche agli altri Quel sorriso che mi ha tatuato sulla pelle Cosa mi racconterai in quello sfolgorio di pochi attimi? Non faccio in tempo ad accorgermi che mi stai guardando Che sei già su di me Quel volto d’infinito che porti dietro E’ come il miracolo di un parco giochi Non sai quando accadrà Ma sai che lo rivedrai E se sei fortunato, puoi anche ricordare, quella danza di dervisci Quel gioco che prendeva risate e lacrime E le mischiava nel cocktail della Notte più Nera Quanto abbiamo urlato, Halley? Quanto ancora urleremo? Una vita vissuta per gli altri Nello spazio di troppi silenzi... Shh... La vedi? Sei pronto? Eccola... Son qui con il bicchiere in mano “Beviamoci il mondo in un sorso”, disse un folle profeta Eccoti... L’abbraccio arriva repentino Ma le tue mani mi accolgono come se mi avessi pilotato per una vita intera E lì, nello spazio, il Mistero di Vita ci svela le sue bravate Di quando aveva la nostra età. Poi, ci lascia soli Piccoli soli splendenti Solo loro, e l’Universo Ad osservarli dal buco della serratura. Li facciamo entrare? Quei sentimenti con i quali a volte ci piace giocare? Come le lune che giocano all’amore come fanno i bambini Ma questa volta no... Non ancora... Ci sono miracoli che devono avvenire nell’oscurità. E lacrime appaiono, sugli specchi della mia anima A raccontare questa storia, Con i miei anelli che cadono di nuovo Prima era la storia di una luna buia e di una stella radiosa Ora di un sole nero e di una cometa che ti bacia una volta ogni cinquant’anni Un sole nero, che attira e fa brillare... Ma che della sua luce ormai, Vaga memoria ritorna nelle eclissi di luna L’ultima è diventata stella a sua volta Rubandogli forse un po’ troppa luce Ma a noi, Halley, cosa importa? E ora, quella domanda, guardando il cielo azzurro E’ l’ultima cosa che mi è rimasta, Halley L’ultima cosa, prima di salutarti... No, non passare ora. Non sopporterei il doverti far pesare le mie rughe Il mio tempo, del quale non te ne sei mai fatta granché Sarò polvere sotto le tue ciglia Per poterti abbracciare sugli anelli di Saturno Siamo un po’ come la cometa di Halley Sappiamo che il miracolo accadrà Ma sarà proprio nel mezzo della matassa dei nostri pensieri Perché vivere su di un mappamondo di plastica Non è mai piaciuto a nessun viaggiatore Una vita vissuta per gli altri Nello spazio di troppi silenzi...
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