Angeli e demoni
You Don’t Know Me
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e l'angelo parlò
la voce un sussurro nel vento
il silenzio colorò il tramonto
pensieri e parole
disegnarono le ombre l'angelo capì
solo la parola giusta poteva aprire il suo cuore
alzò gli occhi al cielo il sole sparì dietro una nuvola
il volto si oscurò un attimo
spense la luce il tuono
squarciò il silenzio
l'alito di vento divenne tempesta
e sopra la testa
il suo lamento demone senza tempo
l'angelo sorrise gli occhi brillavano ancora
non c'era paura non c'era dolore
ma solo una gran pace nel cuore
che lento batteva
il demone discese sulla terra
ali nere oscurarono i suoi occhi
cancellarono la luce
bevve dal calice veleno
sentì il dolore farsi strada nel petto
punta di spada le sue parole
il demone vide nello sguardo la fine
una risata s'alzò nell'aria del mattino
dunque anche gli angeli potevano morire
il ghigno gli distorse le parole
mostrò le labbra gli salì la bile
gialli divennero gli occhi maligni
guardò le labbra schiudersi piano
sangue aveva ancora tra i denti
il pasto era durato meno di un secondo
quando il cuore suo ebbe in mano
l'angelo cadde a terra senza un lamento
le ali ripiegate come un cuscino
gli occhi ancora aperti per lo stupore
niente immaginava causasse dolore
il respiro gli morì in gola
mentre un fiotto di sangue lo sporcava
aveva sbagliato ancora una volta
aveva creduto ad un demone di strada
il silenzio calò sopra quel corpo
che continuava a sentire ogni parola
giù... sempre più giù il fondo toccava
nella buona e nella cattiva sorte
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
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