La Navicella atterra sul pianeta Elon
Quando la Navicella tocca il suolo
del pianeta Elon, sotto Giove,
il Capo Umano osserva e non si muove,
aspetta che s’accenda prima il cielo:
- Fermi tutti! - esclama – dietro ar melo,
s’è mossa ‘na figura molto strana,
sopra la testa c’ha ‘na luce che je sona,
quattro zampe, la panza e molto pelo.
L’Essere Strano, s’alza, si avvicina
e chiede: - Che ci fate in queste corte?
Risponde il Capo Umano - Fine scorte,
semo atterati da ‘n’oretta buona.
Da noi le cose ce so’ ‘nnate storte,
dove eravamo s’è sfasciato tutto,
il Pianeta non c’è più, l’hanno distrutto,
ci hanno spinti qui l’ansia e un po’ la sorte.
Quello ch’è successo è stato er frutto
de li sprechi, le invenzioni, li scienziati,
l’inquinamento, le guere, hanno ‘gnottiti
palazzi, strade, fogne, insomma, tutto.
Ne le campagne si sono sarvati
li pecorari al riparo de le grotte,
ne le città, li vippe e le mignotte,
noi questi e tutti l’altri arovinati
da li virus c’hanno preso mille rotte,
da Alfa a Omega e artri più lontani,
l’hanno ‘ncontrati nell’Oceani Indiani,
in altri mari, su le peggio vette.
- Come possiamo dare a voi una mano?
- chiede l’Essere Strano all’equipaggio -
Quello che occorre per riprendere il viaggio?...
- Ma noi restiamo - sferza il Capo Umano.
Noi semo gente de core e de coraggio
ma se ce serve semo sempre pronti
a pia’ le armi, a chiude li conti
e piasse quarche punto de vantaggio.
- Ci siete andato un pochino avanti
- appunta di sbieco il Coso Strano
che scompare di sbieco e piano piano
riappare sbieco con altri centoventi:
- Ogni attacco - dice - ha sempre un piano
ed ha successo solo se si avvale
prima di tutto di un buon capitano
e solo se sa essere ...immorale.
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