Vecchietto un corno
Peppe Cassese
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Vecchio lo dici proprio a tua sorella
la dolce amante delle mie sventure
un vuoto impressionante tra le sture
di questa vita usata a manovella.
Vecchietto un corno come sta in tabella
con gli anni a far da balia alle chiusure
falsate dai bisogni e le premure
per riportare lieta la novella.
Frusto e attempato come il tuo pensiero
che naviga nel buco dell’ozono
di questo niente in corsa prigioniero
ed anche se a cantare ancora stono
io te lo dico in versi per intero
e con un va a quel posto ti incorono.
Io sono ancora un tuono
e tu che scagli lampi al mio domani
prima di ardire: lavati le mani!
©
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Peppe Cassese
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