A Mamma
Pasquale Lettieri
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All’improvviso la luce dei tuoi occhi si è spenta.
le stelle sono collassate dissolvendosi nel nulla del tempo.
Mi manca il celeste dei tuoi dei
occhi, le smorfie del tuo viso,
la chiusura al mondo,
ma soprattutto:
: nu vassille piccirille.
Hai sostenuto con amore
due generazioni confortando tutti
con una smorfia sorridente.
Sappi,:
Me ne accorgevo della tua luminosità.
Forte come una roccia
confortavi tutti noi.
Nel silenzio, ti difendevi dalle emozioni
ci comprendevamo anche parole.
Era bello accarezzarti il viso, le mani,
osservare le tue rughe sul viso,
e le risate rare,
con il silenzio stavamo insieme,
mai, ti sei lamentata della vita che hai condotta.
Guerra e miseria,
adattamento alle circostanza di questa grama vita
che con inganno ci lascia senza respiro.
Hai lottato con il lupo della solitudine,
della morsa incessante della malattia.
La radice forte come una quercia.
Non hai avuto ciò che meritavi,
l’amore abitava altrove.
Audace fino all’ultimo respiro.
Mi hai insegnato tante cose
prima dell’addio.
L’affrontare la fine in silenzio
come una febbre passeggera,
tenevi la mano stretta alla mia all’ultimo istante,
la luce delle stelle dei tuoi occhi mi sono arrivate al cuore,
gli occhi brillavano come le stelle nel buio cielo,
ci è mancata la luna degli innamorati.
Quando hai cessato di illuminarci con di luce,
sono scappato via dalla ipocrisia che è festa
con bottiglie colme di ipocrisia.
Hai lasciato ricordi indelebili che mai andranno via
fino alla fine dei nostri giorni mamma matriarca,
le tue due stelle degli occhi brilleranno nel cielo,
così nei miei occhi.
A mio padre
Inerme, passivo,
disteso senza vita
con lo sguardo nel vuoto.
Caldo ancora dell’ultima gittata di sangue,
l’ho baciato,
l’ho baciato come chi bacia una sposa,
l’ho baciato gustando la sua fredda pelle.
Non chiedetemi se amo la vita:< Non saprei.>
Specchi riflessi,
l’immagine primaria si deforma,
balza, irrompe, frantuma,
vola via.
Amo mio padre, anche se il suo corpo è freddo.
Ho lacerato le mie pareti nell’istante dell’addio.
Ho cercato di allungare la mano dove finisce il mondo
per ritrovarlo.
Nulla ho trovato.
Ho toccato stentatamente una stella:
< Era di cartapesta.>
Ho accarezzato con amore le sopracciglia di mio padre;
Erano di velluto nero.
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L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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