Perché ancora?
Rimango a pensare,
a chiedermi perché ancora.
Col fiato sospeso,
la pelle accapponata di fronte a questo doloroso scempio.
Assordanti rumori di guerra stordiscono
sguardi impauriti di uomini, donne e soldati.
Perché ancora?
Rimango a riflettere.
Quante lacrime non scendono più sui visi dell’innocenza.
Quanti sogni rimangono bruciati tra macerie di povertà.
Tutti contro tutti davanti alle potenti irragionevolezze,
dittatrici di odio.
Rimango in preghiera,
stringendomi ai silenzi di città fantasma,
inginocchiate ai troni di comando.
Rimane incompreso e solitario il mio
perché ancora?.
Lascio migrare parole di pace
per tutti quei Popoli né vinti né vincitori,
macchiati dal sangue e dall’infamia
di questo mostro chiamato "Guerra",
uniti da un unico coraggio
"l’umana coscienza".
©
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