Poesia leggera
Invito a cena da lei
in dieta di puntualità
alla fame dell’orologio
in ore di sazietà
un viso sgualcito
il vestito stirato
entri in sinapsi col campanello
del portone incerato
ronza un cane attorno
a contendersi l’osso conciliazione
nel marciapide lungo un giorno
ignori il suo cognome
i fiori non comprati
le lucenti targhette
gli zerbini impolverati
seguire le narici
per profumi conosciuti
le luci a tempo
la familiarità dei minuti
fa pratica una vecchia curiosa
spiando i pianerottoli
o sta alla finestra ad osservare
la gente passante per i viottoli
non interroghi la sua memoria
ma la lasci rammendare
sue parole al tuo pensare
spiraglio di luce
e un arrivo insperato
sei alla sua porta
il tuo cuor ha mitigato
lei vestita ormai di rabbia
tu spoglio di scuse
la cena sbadiglia annoiata
al canto delle muse
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Sincity
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