Vuoto nero

Il vuoto che stringi
ha il sapore dei ferodi
e la puzza della cenere,
si nutre dei tuoi silenzi
e della prigione dove
ti sei richiusa.
È un vuoto verticale
che implode dal basso
dalle radici che ti avviluppano
che corrode i sensi
avvitandosi alle vertebre.
È un vuoto innaturale
estrema difesa
di un corpo consumato
flaccido nelle scelte
monco di risolutezza.
È il vuoto di cui ti vesti
nei giorni di festa
una coperta da perdente
sfilacciata e senza trama
troppo corta per coprire
troppo rada per nascondersi.
Ti chiama il vuoto
ti spinge sui dirupi scoscesi
e ti fa capitolare
sopra greti inariditi.
Sempre troppo tardi
per rimediare
per tacere
per cancellare.
Un passo indietro a tutti.
Il vuoto e tu.
©
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L'autore
Italia
Sono Luciana Latini ho 55 anni e insegno in una Scuola Primaria da più di 36 anni. Fin da piccola ho avuto modo di esprimermi con la recitazione e le rappresentazioni teatrali paesane e amatoriali. Dal 1980 ho ricoperto il ruolo di protagonista femminile nel musical “Forza venite gente” replicato per più di 15 volt
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