"Trilogia della pioggia"
Stefano Drakul Canepa
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- Appese al cielo -
L’aria ha ancora
un presagio d’inverno
e la rara pioggia
accarezza le ombre
quasi fossero memorie
appese al cielo,
pallide promesse
d’amore dimenticato.
Il vento ha sempre
una nota di gelo
e il profumo dei passi
fra i fiori di primavera
quando ogni cosa
sboccia nel ricordo
di altre nuvole
dipinte dai tramonti
e dai colori del mare.
- La pioggia che cade -
Non ho amato
per molto tempo
e ora temo
la pioggia che cade
nel silenzio
fra le notti che muoiono
troppo presto
per accarezzare lune.
Non ho sognato
per troppi anni
e ora non ho sonno
passo le albe
fra un respiro
e una goccia di rugiada
caduta dal mondo
sulla pelle arida
di parole oscure.
- Bevo la pioggia -
E io mi vesto d’acqua
appena caduta
sul tappeto dei sogni
quasi bruciati
dal vento di mare
e dalla polvere
soffiata via
con il dolore degli anni.
E io bevo la pioggia
appena sfiorata
dai cieli disperati
delle mie lune maledette
e apro le ali
per non morire subito
fra i rimpianti
di qualche parola rimasta
conficcata nel cuore.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Poesia intensa nei contenuti e per il lessico. (Loreta Salvatore)
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