Quale primavera

Tarda quest’anno la primavera,
il mandorlo è in fiore,
ma il cielo offuscato di nembi minacciosi
lascia presagire pioggia di lacrime sul mondo.
La primula sul prato, ignara,
fa capolino con i suoi allegri colori
e catturando il mio sguardo mi strappa un sorriso,
dimenticando per poco tempo,
che in un’altra parte del mondo
piovono missili di morte
e i fiori grondano di sangue innocente...
Dove sono gli allegri stormi delle rondini in festa?
I loro nidi arsi,
i loro voli offesi
dalle menti offuscate dal potere...
Nella mia terra invece
i prati sono ancora verdi,
i tappeti rossi di papaveri
ondeggiano allo zefiro di primavera,
sembra sorrida la natura intera, pronta al risveglio
ma io taccio e non sorrido,
inevitabilmente il mio pensiero corre là,
dove son ferme le stagioni
a un freddo inverno senza sole,
a un bimbo in fuga senza mamma,
a un giorno d’insulsa incapacità di amare!
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