Bambini felici
Giuseppe Monteleone
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Anche mio padre era un bambino felice
durante il fascismo lavorava di spago lesina e pece
nei momenti liberi si trasformava
in piccolo balilla e poi avanguardista
sparava con un fucilino di legno
con le mani simulava il mitico M91.
I treni arrivavano in orario
le case erano aperte tutti felici
nessuna rubava perché non c’era niente da rubare
qualche piantina di miseria da trapiantare nelle colonie.
Mio padre era un bambino felice
andava a veder tirare di boxe al dopolavoro
le partite di calcio al campo sportivo.
Con il 1935 si comincia a sentire odore di guerra
con il 1940 l’odore del sangue.
Era felice mio padre rivede il suo tornato
dall’America per la guerra del duce.
Era felice vestito da soldato nel 1943
si trova a Pola pronto per la campagna di Russia
un uomo felice pronto per il freddo russo
felice per il Re e il Duce
il Re lo vuole nei suoi Carabinieri Reali
lo spedisce al caldo di Catania
un uomo felice con l’arrivo degli alleati.
La musica cambia nel vero senso della parola
gli inglesi nella risalita verso il nord
lo lasciano nei pressi di casa:
ora è veramente felice come un bambino.
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L'autore
Giuseppe Monteleone
Sono nato a Locri (RC) il 23 settembre 1957 nella casa del Gelsomino, nel quartiere della Ficandianara tra il mare e gli aranceti della costa ionica. Ho vissuto fino al 1970 a Santa Caterina dello Ionio (CZ) in mezzo alle Serre calabresi e mi addormentavo con la luce del faro di Punta Stilo. A Vinci (FI) la città di
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