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Riflessioni 2 maggio 2022 · lettura 1 min · 945 letture

L’invidia (qual viscido serpente in te s’insinua)

Alberto De Matteis 907 poesie pubblicate
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Qual viscido serpente in te s’insinua per iniettar veleno in abbondanza, e mai non s’allontana, anzi s’abitua a provocar tua bile con iattanza. Con lingua biforcuta e vista ambigua alletta il cuore tuo con tracotanza, e con sottile voce, mente impingua di rabbia e orgoglio, figli di arroganza. L’invidia è vizio capitale inviso che alligna molto spesso nel tuo cuore, per sentimento sadico e maligno. Stai male quando in altri c’è il sorriso, ma provi gioia dell’altrui dolore, ti senti bello e puro più d’un cigno. Ma attento, ché il macigno, che hai tu scagliato altrove per tua festa, presto rotolerà sulla tua testa.
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Metrica: ABAB ABAB CDE CDE fGG

L'autore
Alberto De Matteis

Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin

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È bellissima Alberto... complimentissimi sf. (Sara Acireale)

chapeau! superba! (Franca Merighi)

Bellissima! Complimenti! (Antonietta Angela Bianco)

Bella e apprezzata lirica che biasima l’invidia! (Michelangelo La Rocca)

Commenti (2)

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Sara Acireale2 maggio 2022

Mi sembra un super sonetto questo stilato dal Poeta con rime bellissime, molto musicale e ben rimato, il contenuto poi è nelle mie corde. Sono sulla stessa lunghezza d’onda con Alberto De Matteis. L’invidia è un vizio capitale che rende obbrobriose le azioni dell’invidioso che non riesce a darsi pace se gli altri sono più capaci di lui, oppure hanno più successo. Pensano che loro sono "sfortunati" mentre gli altri (inferiori a loro) sono fortunati, sono convinti di essere perseguitati dalla sorte. Mi è piaciuta molto la seconda terzina in cui si evidenzia come l’invidioso sta male se gli altri progrediscono ma l’altrui dolore è per lui fonte di gioa. Deve stare attento però perché il macigno che ha scagliato andrà a finire contro di lui.

Severo e poetico monito contro l’invidia, un vizio capitale eticamente riprovevole e bene ha fatto il poeta a censurarlo. E’ immorale provare invidia verso chi ha successo ed è ancora peggio gioire per le disgrazie altrui. Versi ben scritti come al solito, nel più più rigoroso rispetto della metrica e delle rime che conferiscono elegante musicalità all’apprezzato componimento poetico! Elogi sentiti e meritati!