Perdono, fammi entrare

Perdono,per nonaverti accolta,quandoil mio cuoreribollivadi vanità,bussavialla mia porta,sentivola pendolamisurareil tempodei mieibattiti,tudalla portagridavi,fammientrare,ed io,ad aspettare,non sentivo,mi facevobello,narciso,scordavoi trattifamiliaridel tuo viso,e tu gridavi,fammientrare,mi riempivola bocca,di paroleda sfamare,perdono,non avevol’arguziadi uno gnomo,di un uomola modestianevvero,ho persola testacon tuttala corona,aprivoin ultimola porta,vedevosolomendicantidi frecceda Cupidoraccattare,mendicopur io,di portain porta,fammientrare,perdonoper nonavertiaccolta,non faròrumore,se tidovròbussare,e mi faròda parte,ti sapròascoltare,senzadovermipregare,ti lasceròcantaree dalsuonodel tuocantosapròfarmicullare,ti senteil miocuore,perdono,ti prego,fammientrare,te lo guiro,non faròrumore,sono tuo,l’Uomo,piùghiottodi Amoreper Te,ti sapròcucinare.
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