"Lacrime senza destino"
Stefano Drakul Canepa
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La terza sera
avevo sentito il tuo respiro
come in un sogno
e mi parlavi
di qualche altra era
già finita nel vento
di molti anni fa
quando il sole non scaldava
i giorni al mattino.
La quarta sera
la stanza era priva di vita
e l’aria ferma
mi raccontava il silenzio
rimasto per ore
a descrivere le ombre
e il buio intorno
a me che piangevo solo
lacrime senza destino.
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Stefano Drakul Canepa
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