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Riflessioni 20 giugno 2022 · lettura 1 min · 643 letture

La Gola... pare che cresca con l’età

Alberto De Matteis 907 poesie pubblicate
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Pare che cresca con l’età quel vizio che chiaman tutti Gola, e tu ricordi quello che nell’inferno avvenne a un Tizio che aveva nome Ciacco... e mai lo scordi. L’ingordigia per lui fu il grande sfizio, e per altri che furon pure sordi ad un più ragionevole giudizio, e or son tutti fino al capo lordi. Se è poi vero che uccide più la gola della spada, di te abbi cura amico, ché il tempo passa in fretta e non t’avvedi. Non essere famelico, ma vola nei tuoi sogni e ognor libera, ti dico, la mente e il cuore e aiuto ad altri chiedi. Per terra stai coi piedi e controlla ogni tuo comportamento di gola, e ben vivrai ogni momento.
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L'autore
Alberto De Matteis

Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin

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Le sensazioni lasciate dai lettori.


come sempre poeta (Anna Rossi)

buon tutto (Stefana Pieretti)

buon tutto (Stefana Pieretti)

Complimenti! (Claretta Frau)

Compliment! Quale sarà il prossimo vizio? (Giuseppe Mauro Maschiella)

Piacevole lirica con un contenuto interessante. (Antonietta Angela Bianco)

Molto apprezzata. Complimenti! (Antonietta Angela Bianco)

Commenti (4)

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Stefana Pieretti20 giugno 2022

sempre belle poesie in ottimi versi, la gola sì, grande verità, sembra diventare un’ossessione quel desiderio di quel qualcosa ... bravo con elogi!

Claretta Frau20 giugno 2022

Altro vizietto da tenere sotto controllo, se si vuole vivere bene. il caro poeta che con grande eleganza e la giusta metrica ci mette in guardia e ci fa ricordare.

L’ingordigia è un rifugio emotivo: è il segno che qualcosa ci sta divorando ed è deleteria perché l’aumento di peso, grava su schiena, gambe, cuore ecc... meglio curarla in tempo. Il nostro bravo poeta ci ha ricordato che nell’inferno Dantesco i golosi giacciono nel fango sofferenti nel III Cerchio e ora mangiati o dilaniati da Cerbero, proprio perché loro mangiavano troppo in vita, per contrappasso. Una poesia molto ben composta ed apprezzata nei contenuti, elogi al poeta!

Una lirica bella e coinvolgente. Stesura come sempre trascinante, attraverso i bei versi che creano ritmo. Interessante il contenuto che va a indagare sul peccato di gola. Condivisibile la riflessione che sicuramente sarebbe da seguire e non farsi trascinare dall’ingordigia che può creare un piacere solo momentaneo. Sicuramente la salute, col tempo, va a risentirne e possono essere seri guai. poeta, tutta la mia stima!