Il muro
E le albe,
erano imbevute di bruma,
mischiate di orizzonti opachi,
di fiati racchiusi,
nel recinto del muro
di un cemento duro,
che sembrava eterno.
Ogni istante,
risucchiava pensieri nascosti,
dentro un sole invisibile.
Così stava il vero,
in un labirinto,
celato da catene arrugginite,
macchiato da grovigli d’inganni,
a lacerare vite che correvano
verso un sogno,
inzuppato di sangue
da colpi silenziosi.
Quella sera,
quante braccia lo hanno scosso,
inghiottito,
nell’urlo della folla sopra il cielo,
a soffocare in polvere
le tenebre di esistenze
in bianco e nero.
Sui resti dei mattoni,
il mondo sdraiato sulle nuvole,
a scordare le ombre sepolte,
mai assopite.
Questo tempo,
ora spinto nel buio,
con il rombo del cannone
di nuovo sui palazzi,
e la carne violentata
dalle mine nelle strade.
L’umanità inclinata,
a sfiorare ancora
i mattoni sporchi,
di quel muro,
di un cemento duro.
©
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Poesia molto bella. L’ho letta con piacere. Grazie (Antonietta Angela Bianco)
Buona serata Marco (Antonietta Angela Bianco)
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