"Qualche seme nero"
Stefano Drakul Canepa
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Potevo correre
e morire molte volte
fra le braccia
di sogni già appassiti.
Potevo rubare
i petali alle rose
e farli cadere
come foglie d’autunno
nel buio
di tante notti trascorse
fra le stelle
mentre l’alba attendeva.
Potevo raccogliere
sguardi
di pelle già morta
al primo passaggio
dei venti d’ottobre.
Ma non potevo tornare
mai ai respiri
smarriti nella terra
dove qualche seme nero
aveva fiorito il male.
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Stefano Drakul Canepa
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