Non si scherza con la parola amore
Solitario lei lo incontrò al principio della primavera
lo avvicinò lo prese per mano lo baciò gli disse t’amo,
venne l’estate spighe dorate al solleone e con ardore
un papavero gli donò dicendo come questo rosso fiore
sei il mio solo grande amore, ecco che l’autunno giunse
e al vento cadevano le foglie per andare a morir lontano
ma foglia ferma è il mio amor per te e a non ingiallir sicura
e carezzandolo gli sorrise e poi gli tocco la fronte, l’inverno
qual ultima delle stagioni nel suo correre del tempo venne
cinica gelida impassibile allontanandolo queste le parole
sue succede, disse, pur l’amore soffre il freddo sta per morire
e tra poco la neve sarà pronta a cancellarlo e a seppellire,
così di nuovo ramingo solitario e non sappiamo quanto abbia
come amato assai prima gioito poi come sofferto abbandonato
vittima lui di chi ha brutalmente scherzato con la parola amore
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
g
Tutte le opere →
L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Delusioni d’amore, che segnano la vita (Silvia De Angelis)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!