Perdono (agli occhi fuggiti)
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Tristezza – le teste basse
vincolate alla terra, alla ruggine
accalcata dentro le clessidre.
Se avessimo osato una parola
intonata, un gesto nudo
le macerie vacillerebbero
su semenze caparbie del perdono.
– Ma cosa farà di noi la luce –
forgia di perdenti
come nugoli acquattati
roridi i pensieri.
Storie incrociate scalerebbero la luna
uno sciame senza riserve
che anche la morte tremerà
per la caduta della maschera
del tarlo dai tagli, agli occhi fuggiti
dall’addiaccio.
Quintessenza di osmosi
se si sapesse
– che amore è un’altra cosa –
piegare il rovo puntuto,
se si volesse.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Grazie (Marcella Usai)
Grazie (Marcella Usai)
le tue poesie sempre gioielli poetessa S (carla composto)
Commenti (1)
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carla composto21 dicembre 2022
anche se a volte è difficile sarebbe bello poter perdonare una poesia che porta a profonda ed intensa riflessione...

