Eccomi
eccomi
seduto sulla sponda
a spazzolar il mare
d’onde crespe
a rastrellar le parole
perdute sulla sabbia
nell’esausto
fuggir da te
e dalla solerzia
che mi completasse
son salsedine afosa
che il palato erode
per calcinare la voce
dentro una botola chiusa
ad invecchiar
di rancido silenzio
sento che sei vicina
perché mi scuote
fenditura tuo richiamo
ora che falda mia freddezza
imbarca acciaio apatia
ma voglio affondare
questo corpo fazioso
se ad assassinare non riesco
il patema che m’incarcera
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Sincity
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