Il gioco delle parti
Quel tuo sguardo,
lama tagliente
penetra voglie
sfiora pelle increspata.
Brivido percorre la via dell'oblio,
sopisce l'acuto pensare,
risveglia l'istinto;
dea dei sensi,
Venere dell'inconscio,
strappi soave l'essere mio,
tramortisci la volontà.
Son qui!
Le tue delicate fasce
mi cingono con voluttà,
sento corpo venir meno
accarezzato da labbra di velluto,
perdo peso,
fluttuo,
m'abbandono al tuo volere.
Vedo il tuo caldo corpo,
sovrasti imperiosa il mio,
cavalchi con foga
questo puledro smarrito
cheto ai tuoi desideri.
Un guizzo.
Da predatrice divieni preda,
or son io il fantino,
tu la giumenta,
il logico
divaga,
l'animale s'infuria
si... adesso sei mia.
©
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia28 gennaio 2008
Maliziosa, sensuale, finemente erotica; letta con gusto...
