Pascoliana
Peppe Cassese
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Crepitio scoppiettio dolci rumori
di questo inverno statico e indecente
seduto ai quattro lati del mio niente
a fare da trapunta a quel mistero
che abbraccia coi suoi dubbi il mondo intero.
Mescolio sbaciucchio rinati amori
in questo inverno nudo arrampicato
signore del suo tempo in comodato
vissuto ogni momento tra le braccia
che sono sole e vento e non minaccia.
Sfavillio sgretolio voli e colori
per questo inverno ancora da cantare
tra il fuoco intemperante del tuo altare
e il mio presente vivo e compromesso
venuto a tutelare il canto omesso.
Tramestio scalpitio perduti umori
con questo inverno amico del domani
disteso senza inganni tra le mani
a dare sangue e linfa a cuore e vene
che tu mi porgi vuote e io stringo piene.
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L'autore
Peppe Cassese
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Commenti (1)
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G
Giuliano Esse8 gennaio 2023
Che dire? C’è tutto, in po’ di Pascoli, il suo uso sapiente delle metafore, il suo giocare a nascondino con le parole, ma soprattutto ci sta un poeta che sa dare ad ogni sua composizione vita e vitalità.
