Senza titolo 2 (ipocrisia d’un sorriso)
Lacrima riga
bianco spettrale
di gota intrisa di nebbia.
Foschia
grigia e tetra
cosparge l’anima,
sorriso spento,
apatico e dolente,
allegria manifesta
d’universale vergine
immolata
al Dio scherno.
Finito è lo spettacolo…
s’avvia lento passo
su per la china
del suo calvario,
prono il capo
e braccia non più solerti.
Maschera avelle
e nello sguardo fisso
mestizia infinita
piange un cuore.
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia30 gennaio 2008
Lirica ben costruita, armoniosa, che colpisce ed emoziona... luci della ribalta, e disperazione, solitudine privata. Molto piaciuta
Giovanni Monopoli30 gennaio 2008
significativo esprimersi per un voler dire che a volte la vita porta ad agire in contrapposizione alla realtà che circonda... in fondo si è tutti attori e protagonisti del proprio essere in un mondo dove a volte il sorridere nasconde una cruda verità che solo alla chiusura di quel sipario si potrà notare in quell'animo nebbioso e triste... testo apprezzato per la sua veriticità


