La chiesa di prua
Il consueto e volitivo fruscio
dell'onda di libeccio
si trasforma in mormorio lontano
tra la pena della risacca
e l'abside dai toni rosati
di questa piccola, timida chiesa
di riviera ligure.
Quanti giorni, secoli!
trascorsi ad amoreggiare sugli aperti spiazzi
che la bellezza di quegli anni
riempiva di suoni e colori
infiniti e irripetibili.
Tu non ricordi?
Durante le notti di tempesta
la luna si celava
e i marosi spaccavano violentemente
il tagliente dell'abside.
Nei nostri letti freddi
le menti correvano alla fuga in mare
su scafi verdi come colline provenzali
e grandi vele di canapa blu.
Sul mare placato di oggi
spunta una giovane alba
e il grigio gabbiano
indica agli amanti
la via della fuga.
Qualcuno porterà nell'umida chiesa
un doloroso ex voto.
©
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L'autore
Nena
Scrivo prevalentemente per malinconia. Prima di pubblicare su Scrivere, nessuno mi aveva mai letto. Son contenta così.
Commenti (1)
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Maurizio Spaccasassi26 dicembre 2005
Bella, la mente che ritorna inieto nel tempo e rievoca dolci ricordi, per ritornare dolorosamente in quella chiesa dove era stato fatto il voto che ora purtroppo si è sciolto.
