Lacrima
Luigi Fedele
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Pagine bagnate,
lacrima che scendi
per lei che amo.
Inutili ormai i rimpianti.
Era lì, piccola e dolce
come un fiore sul prato.
Aspettava solo di essere
colta da me.
Lacrima perché ho temuto?
Dimmi perché ho esitato?
I suoi occhi
mi hanno detto addio
e ora, lacrima,
come farò?
Nasci dagli occhi
e muori sul foglio,
pensando agli istanti felici
che non ci sono più.
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Luigi Fedele
Commenti (1)
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Paolo Ursaia1 febbraio 2008
Lirica carica di malinconia, di rimpoanto, di amore non dato... solo sospirato. Intensa, piacevole

