"Cielo d’aprile"
Stefano Drakul Canepa
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Pochi rantoli di pioggia
e il buio
sarebbe finito
in un gorgo di ombre
appena più scure
della notte che intorno
premeva per tornare
al gelo dell’inverno
e al dolore del mondo.
Pochi istanti di tenebra
e anche l’amore
avrebbe lasciato il posto
all’alba nascente
e tutte le parole
non sarebbero state
che silenzio incompreso
all’eterno ricamo
del cielo d’aprile.
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Stefano Drakul Canepa
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