Phoenix Pacis
Vito Marco Giuseppe
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Dischiusa è la pioggia da un otre d’argilla,
la chiave segreta dallo scrigno che brilla
e il sibilo del vento si dissipa al tramonto.
La mia calma come un fior d’orchidea,
saggia e pura, è una docile Dea,
tacita e zelante dinanzi alla marea
in questo mar d’ipocrisia
che inganna la platea.
Ogni fine è un nuovo inizio,
mi arrovento nel fuoco dei Giusti,
ne sorseggio l’essenza
e ne assimilo la coscienza.
L’isolamento mi giova,
mi rende onnisciente,
sono ovunque in ogni istante
seppur non ho vinto la morte.
Il ronzio della mente è una piaga rovente
e si spiega al tormento
come si piega una spiga
alla gelida tormenta.
L’arcano si estingue in un punto di Luce,
l’altalena della vita è illusoria e contorta
ma la cenere del corpo si è dissolta...
La Fenice della pace è risorta.
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Vito Marco Giuseppe
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