Perché mi guardi?
Più di spilli
pungono quei tuoi occhi buoni,
mi sondi, mi perlustri...
che vuoi, donna, da me?
Mi spingi a dire,
mi vuoi far fare,
mi dici”vai! ”,
donna, che vuoi da me?
Ed io sempre qui,
vegetale occhiuto,
strana pianta senza radici,
senza foglie... ti ascolto,
paziente, e medito
in silenzio.
fermo, assente, vegetale occhiuto,
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L'autore
primaverello
tra varie amenità sconcertanti la vita ogni tanto ti presenta il conto...ti guardi nelle tasche....cerchi....e ti accorgi,tra stupore e sbigottimento,ti avere delle vecchie lire...ricordi?....non valgon più nulla......
Commenti (2)
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Clelia Maria Parente3 febbraio 2008
Versi ben scritti da cui scaturisce l'interiorità dell'autore, che mette a nudo il suo animo restìo a legarsi, desideroso di libertà... e allora medita... Piaciuta!
RaggiodiSole1 ottobre 2009
Lo sguardo, si sa, è lo specchio in cui l'Anima si affaccia. La bontà dello sguardo della donna porta a riflettere e ne viene fuori un ritratto ...interessante.

