Nacque
Adele Vincenti
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Nacque quel tempo, come bimbo da accudire
e da stringer al petto,
tempo maliardo dalla cresta d’oro,
giorni su giorni andati e mai tornati.
Nacque nel canto degli uccelli,
mare imperioso d’anime gentile,
nascevan emozioni e sentimenti a coprir orizzonti,
e col viso rivolto al cielo a ringraziar il Signore.
Nacque la vita come fontana da bervi,
con avidità e come un assettato,
nacquero sogni, fantasia e realtà da viverla con gioia.
Furono lunghi inverni ed estati al mare,
ove cantavan i gabbiani,
ed il cielo avvolgeva col suo manto di calore.
Fui abbastanza, un animo foriero e rispetto altrui
amor proprio e serenità appagante,
fui sole e luna, e stelle a contornar la vita.
Nacque un nulla, ma fui tutto,
la vita premiava chi la riconosceva.
Nacque quel tempo, nacque come germoglio
che vuol germogliare e la speranza ad ammaliar la vita.
Tempo ladro e malandrino,
rubasti ogni attimo di vita,
ed ogni amore custodito!
©
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L'autore
Adele Vincenti
Scrivo dall’età adolescenziale, realtà, fantasia, emozioni e voli pindarici, stati d’animo, sentimenti e fantasia, son la mia arte liberatoria. Scrivere non è selezionare parole, è dar voce all’anima e al cuore. Il poeta coglie l’invisibile. Capta, all’attimo fuggente, pennellate di colori, per riempir pagine
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