Memorandum
Peppe Cassese
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Foibe fosse gulag forni campi
col marchio dell’infamia ad ogni vento
firmata dal dio uomo a piacimento
sul cuore e sulle mani Dio ci scampi.
E mentre il mondo vomita i suoi lampi
la morte ci accarezza e il monumento
rimane sulla strada lo sgomento
di questa vita a pezzi coi suoi inciampi.
Sei tu sei l’altro il tempo incancellato
con quella brama viva di segnare
su queste pietre il verbo tormentato
coi suoi colori in alto a ricordare
chi sei che cosa hai fatto e cosa è stato
con la vergogna spoglia da abbrunare.
E giusto per brigare
io sento che sei tu col tuo bordello
a dare un nome a tutto sto macello.
©
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Segnalo e apprezzo. (Tonia La Gatta)
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