Andammo a Flotte!
Adele Vincenti
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Andammo ad incontrar il buio,
la ripida salita e negli occhi l’inferno umano.
Andammo silenziosi ed annientati dalla paura
ed un cuor agghiacciato di terrore,
fu il tempo dei morti viventi.
In quel treno non crebbero rose e ciclamini,
non fu profumo di lavanda e mimosa,
fu il treno della vergogna.
Vergogna a chi dello scempio,
fece trofeo umano,
vergogna ai miseri di cuore,
a chi non ebbe pietà e amore,
a chi calpestò la dignità umana.
Andammo scalzi ed affamati
incontro alla morte,
uccisi e massacrati, nei lager reclusi.
Andammo ad occhi sgranati,
torturati ed arresi,
a chi non ebbe misericordia.
Andammo increduli a far la doccia,
e ad incontrar la morte.
Andammo in Paradiso,
e lì la nostra casa.
©
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L'autore
Adele Vincenti
Scrivo dall’età adolescenziale, realtà, fantasia, emozioni e voli pindarici, stati d’animo, sentimenti e fantasia, son la mia arte liberatoria. Scrivere non è selezionare parole, è dar voce all’anima e al cuore. Il poeta coglie l’invisibile. Capta, all’attimo fuggente, pennellate di colori, per riempir pagine
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Complimenti Adele, molto coinvolgente! (Giuseppe Mauro Maschiella)
Commenti (1)
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Giuseppe Mauro Maschiella30 gennaio 2024
Bellissimo canto alla memoria di chi è stato trucidato senza motivo, un canto che avvolge di tristezza anche perché i massacri continuano ancor oggi, dimenticato è da tempo Auschwitz. Un plauso alla poetessa!

