Carnalivari ni lu paisi
Filippo Salvatore Ganci
146 poesie pubblicate
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Carruzzuna culurati
pazziano nì li strati.
Mascarati, ballanu
tarantelle e polke
ascutannu canzunature
di personaggi accunusciuti.
Ridunu a cripapeddi,
granni e picciriddi
sunannu trummette
e iettannu pittiddi,
dicennu a gran vuci
" Veni e balla, cummia"
spittaturi, ridi e rispunni:
"comu finisciu di manciari
lu pani cu la sasizza"
e aisano
un biccheri di vino
pì brindari.
Bellu eni
accussi
participari
TRADUZIONE (titolo- Carnevale)
Carri colorati
impazzano nelle strade
(gente in) maschera ballano
tarantelle e polke
ascoltando
canzonature su
personaggi conosciuti.
ridono a crepapelle
grandi e bambini
suonando trombette
e buttando coriandoli,
dicono a voce alta
" vieni e balla con me"
spettatore, ride e risponde-
"come finisco di mangiare
il pane con la salsiccia! "
e alzano
un bicchiere di vino
per brindare.
E' bello,
così
partecipare!
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L'autore
Filippo Salvatore Ganci
Filippo Salvatore GANCI nato a Sciacca ( AG ) il 31 agosto 1958 Sicilia, Italia Sicily, Italy
Commenti (3)
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Paolo Ursaia3 febbraio 2008
Il dialetto, una vera ricchezza, una sorta di biodiversità linguistica, che ci regala toni ed accenti assolutamente godibili.
Pio De Michelis20 marzo 2008
Poesia bellissima, il dialetto da un taglio diverso al componimento, riesce a descrivere veramente l'atmosfera festosa dei paesi Siciliani in occasione del Carnevale!!
Salvatore Azzaro da Giarratana21 novembre 2008
Il poeta, in dialetto esprime con rime particolari e parole intrise di musicalità, un passaggio gioioso di vità siciliana. Si mette in evidenza, attraverso una lirica allegra, il vero carattere del siciliano accogliente, socievole e scanzonato. Che dire? più che



