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Poesia 3 febbraio 2008 · lettura 1 min · 1403 letture

Carnalivari ni lu paisi

Filippo Salvatore Ganci 146 poesie pubblicate
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Carruzzuna culurati pazziano nì li strati. Mascarati, ballanu tarantelle e polke ascutannu canzunature di personaggi accunusciuti. Ridunu a cripapeddi, granni e picciriddi sunannu trummette e iettannu pittiddi, dicennu a gran vuci " Veni e balla, cummia" spittaturi, ridi e rispunni: "comu finisciu di manciari lu pani cu la sasizza" e aisano un biccheri di vino pì brindari. Bellu eni accussi participari TRADUZIONE (titolo- Carnevale) Carri colorati impazzano nelle strade (gente in) maschera ballano tarantelle e polke ascoltando canzonature su personaggi conosciuti. ridono a crepapelle grandi e bambini suonando trombette e buttando coriandoli, dicono a voce alta " vieni e balla con me" spettatore, ride e risponde- "come finisco di mangiare il pane con la salsiccia! " e alzano un bicchiere di vino per brindare. E' bello, così partecipare!
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Usi e costumi del Carnevale nel mio paese

L'autore
Filippo Salvatore Ganci

Filippo Salvatore GANCI nato a Sciacca ( AG ) il 31 agosto 1958 Sicilia, Italia Sicily, Italy

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Commenti (3)

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Paolo Ursaia3 febbraio 2008

Il dialetto, una vera ricchezza, una sorta di biodiversità linguistica, che ci regala toni ed accenti assolutamente godibili.

Pio De Michelis20 marzo 2008

Poesia bellissima, il dialetto da un taglio diverso al componimento, riesce a descrivere veramente l'atmosfera festosa dei paesi Siciliani in occasione del Carnevale!!

Il poeta, in dialetto esprime con rime particolari e parole intrise di musicalità, un passaggio gioioso di vità siciliana. Si mette in evidenza, attraverso una lirica allegra, il vero carattere del siciliano accogliente, socievole e scanzonato. Che dire? più che