Vecchio calesse
Vecchio calesse
tu mi parli di lei,
dei miei anni esplosivi
così li chiamavo
mentre lei e solo lei
io amavo e nei sogni
è ancora presente.
Quante lune ho guardato
e le stelle che ho contato
e i baci che non t’ho dato
figlia dei fiori, così ti chiamavo,
poi te ne sei andata,
nella città senza fiori,
così mi avevi scritto.
Ora in fondo alla veccia contrada
c’’è qualche pezzo del calesse
di tuo padre, niente rose,
né il tuo sorriso, solo
in me vive il breve tempo
di un’amore giovanile.
🌐
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
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