Una roccia
Rita Stanzione
1948 poesie pubblicate
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Le dicevano sei una roccia
nonostante i tanti rammendi alle costole
la polvere dei giorni
il suo margine sempre più magro,
la notte macroscopica.
Non credevano l’attesa- non- più:
il vuoto in quell’ovale imbalsamato.
Ha tutti i nomi di ogni cosa in seno
per non finire senza storia
l’ultimo vivere (imparare)
come si fa a volerlo e fruga
e rovista cos’è estasi e cos’è inferno.
Quel che poteva essere
perché per chi –
cause attributi epiteti carezze
l’irrinunciabile l’irripetibile
frana- cenere- fenice.
Perdona e si perdona
muore dentro e ampiamente
sorride, con disincanto spaventoso.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
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