Rebirth Under a Veiled Moon
Di quella battaglia ricordo il silenzio
che avversa una spada m’avea sussurrato,
in bocca l’amaro d’infuso d’assenzio
e il peso del sangue che toglie ogni fiato.
Fu allora che in cielo sorgesti sublime
coprendo il mio corpo di luce argentata
che d’ogni dolore la mente redime
come se il divino l’avesse graziata.
Di quella nottata ricordo la pace,
il tuo volteggiare al suon dell’acciaio
e come travolto da un bacio fugace
s’accese d’ardore anche il freddo Gennaio.
Sei fertile dama padrona d’empiro
ed ogni tua curva velata d’un nimbo
ricolma il mio petto d’un altro respiro
tenendomi l’anima appesa nel limbo.
Del giorno seguente ricordo l’attesa,
lo strazio al pensiero di mai più vederla.
Non ebbi le forze di compier l’impresa,
cedetti al cullare d’un canto di verla.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!