Torino
Con questo rumore di città distante,
di sera la mente fin da te arriva,
ché son d’altra parte ma ti sento viva,
e tocco con dita la nebbia vibrante.
E ricordo di quanto sei elegante,
di mattina sfiorata dal bianco sole,
il cielo toccato dalla grande Mole,
che vigila ermetica e sognante.
Non sono da te, ma ci passo stanotte,
e da lontano mi riaffiora quella tua magia,
le tue luci, le tue strade, le tue storie interrotte.
Torino sei senza mare, ma sei onde e malinconia,
arrivi e te ne vai, intermittente, e questa notte
sei dentro di me, mi prendi e mi porti via.
È la tua mia fotografia,
che con l’abitudine ho imparato ad amare,
son felice, son triste al pensiero di tornare.
©
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