Quandu e nivue (Quando le nuvole)
Giovanni Ghione
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"Quandu e nivue van a o ma’
piggia a sappa e va a cava’
quando e nivue van a o monte piggia a sappa
e vatte a nasconde".
Pruverbio pe i campagnin
che doppu u suiu’ inte fasce
se beivan un gottu de vin
se spuian inte muen
pe u manigu da sappa
che u fa vegni i calli,
pe continua’ a cava’
pe ingrascia’ ‘sta taera
ghe caccian corbe de liamme cusci fenuggi e fave
se levan a famme.
Oua l’è diffisile capi’
u giamin di nostri vegi
questa societae
nu l’ha ciu’ de spegi.
"Quando le nuvole vanno al mare, prendi la zappa e vai a zappare quando le nuvole vanno al monte prendi la zappa e vai a nasconderti".
Proverbio d’attualità per i contadini che dopo il sudore nelle fasce si bevono un bicchiere di vino,
si sputano nelle mani per alleviare l’impugnatura che procura calli, per concimare usano ceste di letame così finocchi e fave si nutrono. Ora è difficile capire le sofferenze dei nostri vecchi questa società non ha più specchi.
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L'autore
Giovanni Ghione
Scrivere Poesia è aggiungere realtà alla fantasia, è un rifugio di parole che escono dalla mente, dal cuore, è un donar pensieri dall'oggi, al domani, a ieri. Per me dall'adolescenza apprendista artigiano della parola è come ritornare a scuola per acquisire nuova conoscenza libera da ogni interferenza. L'importanza d
Commenti (1)
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Alberto De Matteis8 luglio 2024
L’Autore offre al lettore una dettagliata analisi e una fotografia molto realistica e vera del lavoro dei campi di un tempo ormai remoto. In quel lavoro semplice e costante c’era sì tanta sofferenza, ma anche tanta felicità e tranquillità.

