Caduta
Cade il ciel in tempesta
e turbinio non s’arresta,
è un duolo che s’appressa,
pure l’anima è defessa
Cade il ciel d’improvviso
senza porsi in avviso,
in tal stato che ravviso?
Non v’è più del bimbo il riso
E’ scomparso fra le nubi
quel sorriso ch’era fu,
or funesto pare il tempo
che dell’animo fa scempio
Corri svelto, spirito mio,
corri svelto al buon Dio
a ritrovar il perso Io
Che dell’azzurro velo
mi riponga allo zelo,
ché non termini in raggelo!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
M
Tutte le opere →
L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Alberto De Matteis12 luglio 2024
Una poesia coinvolgente che fotografa in qualche modo la realtà contemporanea. E veramente sembra una caduta libera e non si sente più il sorriso dei bambini. L’autore Marco Cortese sembra correre ai ripari innalzando una preghiera al buon Dio, con la speranza di essere ascoltato.
