Nella mia ora di libertà
Pierfrancesco Roberti
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ho ascoltato la scarsa pietà che provo per quel benedetto piantone che ci impedisce di correre
no non lo voglio con me nell’ora di libertà settima melodia di una strozzatura umana di prigione
ho imparato una polemica di dignità per quel volto che sfiora il centimetro di verità che batte i miei anni
tante le grinte le ghigne e i musi vagli a spiegare che è primavera ma poi lo sanno ma preferiscono vederla togliere a chi va in galera
certo che ci sta tanta strada da una ginnastica d’obbedienza ma ce ne sta ancora di più per diventare così coglioni per non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni
sento la libertà fendere le sbarre di una legge non umana e voglio rinunciare alla mia ora di libertà
io ribelle io ammalato dalla fame di esistere nella poesia d’un volto dignitoso
non credevo ad un vostro errore uomini e donne di tribunale se fossi stato al vostro posto ma al vostro posto non ci so stare
venite adesso alla prigione state a sentire sulla porta la nostra ultima canzone che vi ripete un altra volta per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti
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L'autore
Pierfrancesco Roberti
Commenti (1)
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Saverio Chiti22 luglio 2024
la libertà è una conquista, e va vissuta appieno... non è terra di conquista, ma vero bisogno sentirsi liberi, fra la gente, a pelle e nel cuore, manifestando tutto ciò che in noi è amore per il prossimo... e tu libero sei, poiché in te vive la poesia, che da sempre è libertà

