È lei
Giorgia Spurio
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Puoi portare via
tutti i miei pensieri,
pioggia.
Acclamare le braccia
di un innamorato
sospiro verso il cielo.
Un rapido respiro
ripreso e messo al suo posto...
Non può osare
così tanta brama
alle notti dell’estate,
alle luci di festa.
Puoi anche tenerli,
se vuoi,
pioggia,
catturare ognuno
in ciascuna goccia,
sfera e prigione
piccola e sacra.
Puoi anche parlarmi,
pioggia,
ma so che non lo farai,
non ami donare voce
se non il tuo suono cupo, sordo
e disperato, liberatorio,
del tuo corpo d’acqua
che si infrange
sulla terra,
dannato e benedetto destino.
Svieni, cadi, leggera
poi furiosa
-Oh, avresti le guance
così rosse
sotto quel tuo velo pesante-.
Così tanta rabbia hai
che cadi
alla ricerca di un abbraccio,
di una sola parola, madre,
-La tieni stretta tra i denti,
vangelo di un solo giorno
di nascita e di morte -
e così precipiti
cercando la sua pelle,
le sue lentiggini, il suo calore,
il suo ventre,
lei,
è Terra,
è Madre,
e piangi.
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L'autore
Giorgia Spurio
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