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Famiglia 14 agosto 2024 · lettura 3 min · 261 letture

Quel ramo secondario del Ticino

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giuseppe gianpaolo casarini 1474 poesie pubblicate
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Verso la sponda di Vigevano rapido corre il ramo principale del Ticino acque limpide azzurre con gran voglia poi di buttarsi mescolarsi più avanti con del Po quelle sue sorelle ma qui a Motta accanto al primo più lento si muove un ramo secondario come pur a lui vicino un piccolo corso detto Canalino, dei sabbioni dividono i due rami pochi qui affioranti arbusti come residui di tronchi e rami lì arenati dopo del fiume le gran piene, solo sul ciglio del piccolo canale vi trovi fiori giunchi salici sambuco saponaria altri arbusti varia vegetazione flora dalle leggi ora protetta e controllata un tempo per i più poveri fonte di misero e povero lor guadagno, da qui un bosco rigoglioso s’estende e inizia più lontano e non d’ombra o d’altra al sole protezione il ciglio gode. Di questo ben affrescato e dipinto quadro dicono i vecchi che d’allora poco sia cambiato dai tempi dei nonni paterni di mio padre, oggi a due passi sono dal fiorente decorato colorato del Canalino ciglio, nelle sue acque si riflette il bagliore di un forte accecante sole dal bosco di corvi litiganti il gran gracchiare della corrente il fluente lento mormorio la mente mia si sveglia e si mette a frugare nelle memorie di mio padre nei suoi ricordi dei nonni da bambino e quel suo caro ricordo allora raccontato par rianimarsi e prender vera viva vita, quella vita qui allor giorno per giorno spesa fuor che nei freddi tormentati inverni dall’alba senza sosta fino tarda scura e buia sera che nel bagliore che acceca e a terra la mia ombra stende ecco muoversi come protette da questo scuro velo due figure curve piegate nell’acqua immerse fino alle ginocchia che tagliano senza sosta roncola alla mano con gesto ratto i tremolanti teneri giunchi lì affioranti che docili si offrono a quei gesti e così scorre il tempo qui nell’ombra come nella vigile mia pensante mente alto è ora il sole e la lor fatica è tanta una campana da lontano l’ora segna e con rintocchi annuncia il mezzogiorno ci si ferma una crosta di pane e di vino poco misto ad d’acqua sorsi che i morsi della fame e l’arsura delle gole a mitigare vanno, poi con quei gesti ritmati riprendere a tagliare or l’ombra se ne muore e la vision pure scompare ma come mio padre ricordava e raccontare ancor lì pronti a tagliare immersi con acqua fino alle ginocchia in un secondario ramo del Ticino con netto preciso gesto ratto teneri giunchi per farne solide fascine cesti canestrelli di sedie impagliature e graticci poi vi prenderanno forma e per la famiglia il pane assicurato una vita grama ma con dignità vissuta
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini

Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione

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