Uccidere per gioco
Guizza lì lieto con sinuoso volteggio
tra l’erbe verdi del Naviglio di Pavia
e dall’onda dolcemente mosse un argenteo
pesciolino una arborellina un amo scende
e con la sua esca traditrice la prende la cattura,
nell’aria un gorgheggio melodioso è il cantare
di un merlo alla innamorata la canzon d’amore
sua, ecco nell’aria poi un secco di sparo un colpo
e colpito a morte questa la sua triste fine di cantore,
scende la neve di bianco candore coperto è il cascinale
qui domina il silenzio volano in alto i passeri in cerca
di pastura puntini gialli spuntano sulla aia tra il candore
son chicchi di grano lì messi su ferretti qual trappole
mortali piomba lì veloce in volo un uccellino ignaro
il capino già inerte e immoto spento per sempre
quell’allegro suo frullo d’ali, giunge di san Benedetto
il giorno al nido antico tornano le rondini per giorni
pochi da lì i voli tanta tranquillità e lì sol baci d’amore
il tempo passa ecco un vivace pigolio un inno alla
vita che così muove la nidiata e di voli d’ora un andirivieni
che di vermi e insetti ghiotti sono i piccoli da sfamare
infine il dramma la tragedia un dì senza motivo per gioco
quattro sassate lì lanciate il nido si sfascia va in frantumi
povera famigliola dove vedi solo morte lutti e gran dolore
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
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