Lento
Giorgia Spurio
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A volte c’è una lentezza
d’oro custodita tra le dita del tempo,
in un pugno chiuso lontano dagli occhi.
Ci sono mosche e api d’argento
che ronzano attorno
come fosse zucchero o miele.
A volte c’è una lentezza
che anche l’occhio invidia al mare
o alla caduta delle foglie
in autunno.
Quella lenta cadenza
delle lacrime delle strade
e dell’umidità che abbraccia i tetti
assopiti
in un giorno che ancora addormentato
lascia spazio alla luce offuscata della notte.
Quel lento schioccare
senza guardare l’orologio,
ci vuole coraggio e premura
per scostare lo sguardo dalle lancette,
l’udito dall’imminente tic tac.
E la lentezza sussurra,
non corre, si insinua
tra le coperte sgualcite del mattino,
tra le pagine di un libro
lasciato aperto sul comodino,
nella goccia che scivola giù
dal rubinetto chiuso,
nell’odore della colazione
che dalla cucina
invade poi la casa e i suoi occhi
ospiti ancora chiusi.
C’è solo un faro acceso
nel buio di un’alba che tarda,
un lampione arancione,
una luce blu
come una stella
nell’esplosione del silenzio.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Ausilia Giordano24 ottobre 2024
Molto salutari questi versi per la riflessione. Lentezza di giorni vuoti che a volte ci accompagnano, o lentezza perfino del pensiero quando siamo stanchi di subire o di prendere decisioni. Tra le dita del tempo c’è tutta la vita delle azioni degli esseri viventi. La lentezza è viva nella calma delle decisioni. Molto valido e piacevole alla lettura. Complimenti.

