L’arancio sui tetti
Giorgia Spurio
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Perché il mare è madre e padre.
Perché la donna danza
sussurrando con la voce arcaica
del cielo quando cadde sulla terra,
i bisbigli degli angeli dalle ali bruciate,
le parole appena scandite delle fate dimenticate,
le sillabe appena pronunciate
delle spose ripudiate e delle macchie di sangue...
Hanno urlato dalle nuvole,
hanno maledetto il cuore.
Rocce e montagne hanno dimenticato il loro nome.
E al confine, linea grigia
all’orizzonte, il tempo, unico
a non offrire parole, scruta
i figli dalla eternità perduta,
immortale silenzio di colpe da espiare
e di amori viventi in cristalline nostalgie,
come neve sui balocchi, come occhi
di vetro della porcellana delle bambole,
come l’arancio sui tetti
che sporcano l’alba di un autunno
assonnato...
Come gli amanti, lontani
alle finestre a contare
le ultime stelle prima del sole.
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L'autore
Giorgia Spurio
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