Come fosti dal primo giorno
Con occhi di miele
vestiti di purezza
e capelli lunghi
sciolti nella leggerezza
della tua immensa bellezza,
ti vidi dinanzi la porta
del mio tenero cuore.
Non fosti una vista
fu follia a prima vista.
Pazzamente innamorato
mi entrasti nella mente
col tuo fare dolcemente
e intensamente.
L’attrazione ci cercava
in momenti di passione,
quando venivi da me
fuggendo dall’incomprensione.
Ogni volta in quel caffè desiderato,
invano mi illudevo disperato,
mentre nell’intimo mio segreto
ti giuravo eterno amore.
Ti avrei dato il cielo
ed il mare
e tu sapevi che per te
l’avrei potuto fare.
Non volevi me,
ma cercavi me.
Eri attratta dal mio essere
divertente e seducente
e fingendoti colpita
ti lasciavi conquistare,
mentre uomini maliziosi
si congratulavano con me,
sbavando di te
come fossi un trofeo da possedere.
Non potevano capire
l’intensità del mio amore,
non potevano sentire
l’innocenza del mio cuore.
Tu davi luce alla mia esistenza
e una ragione alla mia speranza,
mi caricavi di un energia madornale
quasi fossi immortale! .
Ovunque andavamo
al centro dell’attenzione
eravamo l’attrazione,
non ci potevano fermare!,
se pur solo per quel momento
io e te,
una coppia fenomenale! .
Ogni volta che rientravo
ero una mina di emozioni,
poi però stranamente
all’improvviso dopo un po’
scoppiava invece
una gran disperazione.
Mi sentivo soffocare
dal tuo silenzio inaspettato,
quasi fossi nell’oblio sprofondato! .
Non mi andava di lavorare,
non mi veniva di mangiare,
stanco di pensare e tribolare,
lottai con me stesso
con il mio ‘io’ razionale.
La ragione vinse il cuore,
la verità venne alla luce
e mi fece tanto male.
Ogni tua azione
mi fioriva nella mente
accapponandomi la pelle.
Ti cercavo per capire
e ti vedevo svanire,
ti allontanavo per non soffrire
e ti vedevo ritornare.
Qualcosa di oscuro c’era in te
che voleva proprio me.
Era il tuo modo di agire
per scaricare e consumare
la mia energia vitale.
Mi portasti in quell’albergo,
sul fiume del tuo peccato,
dove tu eri già stata
chissà quante volte
donna spensierata!,
per giocare a far l’amore,
regalando il tuo sapore.
Nonostante stessi male
ti volevo solo abbracciare,
dimenticare tutto
e lontano ricominciare.
Ma nell’inganno del mio cuore
poco più giovane di te,
ti rivelasti a me,
per quella che eri sempre stata
e capii che da allora
non ti avrei più cercata.
Per scacciarti dalla mente
mollai tutto,
e presi un treno lentamente,
guardando dal finestrino
quel distacco sofferente.
Poi in tempo inaspettato
di un giorno ormai lontano
volasti in aeroplano
e ti trovai a mia insaputa
su da me con un aria risoluta.
Nonostante il mio gran dolore
e le ferite ancora aperte del mio cuore,
ascoltai le tue ragioni
nell’inganno delle tue parole,
come fosti dal primo giorno
concubina del tuo male.
Avrei voluto dirti:
« Tu sapevi dal primo istante
che eri già la mia luce
ed il mio sole,
ma fingendo di non capire
piangevi lacrime bugiarde di dolore,
che dicevano che soffrivi tanto per amore
e se mi fossi innamorato
sarebbe stato solo un grosso errore,
perché il tuo cuore era già impegnato.
E mentre io asciugavo le nostre lacrime
con la spugna del mio cuore,
tu consumavi il tuo piacere altrove
per poi correre da me
perché nessun altro
ti faceva divertire quanto me.
Quello che mi hai preso con l’inganno
non ha alcun valore.
Se non volevi me
perché poi mi cercavi? .
Ed ora che sei venuta a fare? .
Ormai è troppo tardi...
non ti posso più amare! ».
Ma ti dissi solamente:
« Addio per sempre
a me non ci pensare! ».
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!