Il contadino
moreno marzoli
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Gelido e triste arriva l’inverno,
canta il gallo al sortir del sole
ad annunciare un nuovo giorno.
Volto segnato, forgiato dal tempo
occhi in su a scrutare il cielo
và, con i pensieri rivolti al campo.
Mani callose, sulla dura terra brama
sta lì ricurvo a gettare nel solco
quel seme dove zappa affondò lama.
Ritornare al tramonto verso casa
udir il canto stridulo delle cicale
come un richiamo l’amor invasa.
Sentir la natura nel silenzio si riposa
e al risveglio mostrare i suoi colori
le messi d’oro al collo della sposa.
©
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L'autore
moreno marzoli
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Molto sentita! Un caro saluto Moreno! (Giuseppe Mauro Maschiella)
Commenti (1)
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Giuseppe Mauro Maschiella1 gennaio 2025
Versi armoniosi, ben rimati, reali che ci narrano della dura vita del contadino. Nessuno meglio del contadino conosce i ritmi della natura, il lavoro duro, massacrante sotto il sole o la pioggia per produrre i beni alimentari. Una lirica molto piaciuta, un plauso al poeta!

